Santuario di Santa Rosalia - Palermo

Santa Rosalia sul Montepellegrino

I palermitani e la "Santuzza" !

Home Page

.. home
.. contatta il Santuario
.. Edicola

La storia

.. introduzione
.. in breve
.. è nata una rosa: la vita
.. 1623: la peste a Palermo
.. tra storia e legenda
.. St. Rosalia in Liguria ?
.. la devozione

.Opera Don Orione a Palermo
.. La scheggia di Monte Pellegrino
.. Dal cuore di un padre al cuore di Dio Padre

 

I luoghi

.. la scala vecchia
.. guida al santuario
.. la lapide
.. la statua in vetta
.. il Monte Pellegrino
.. itinerari di trekking
.. la riserva

 

Il Festino

.. u' fistinu
.. le edizioni dal 2000

 

Curiosità

.. News..
.. Links
.. detti e legende
.. i "triunfi"
.. foto album
.. preghiera
.. Inaugurazione presepio 2010
..
LA MESSA

 

Appuntamenti

.. il 15 luglio: festino
.. il 4 settembre:
.. il programma

.. fotocronaca 4 settembre 2009
..
fotocronaca 4 settembre 2010

.. fotocronaca 4 settembre 2011   
 

English
Español

"Viva Palermo, Santa Rosalia e le balate 'ra Vucciria"
(tipica frase che viene gridata seguendo il carro di Santa Rosalia durante la processione del FESTINO; la Vucciria è l'antico mercato palermitano noto a tutti per il famoso quadro di Guttuso ).

Detti popolari

"Santa Rosalia pensateci Voi..."
(frase detta o pensata per uscire fuori da un problema grosso o piccolo che affligge il devoto).


Curiosità

Il palermitano quando acquista un bene prezioso, ad esempio un'automobile o una motocicletta, per augurio e protezione, suole portarlo davanti la Chiesa presso il Santuario ed ivi farlo benedire con acqua benedetta della Sacra Grotta dal parroco.
 

Il 4 di Settembre si festeggia il nome Rosalia e, come si può facilmente immaginare, molti cittadini festeggiano l'onomastico.
Ma il 4 Settembre è anche un giorno di Pellegrinaggio per i palermitani: si recano presso il Santuario a piedi percorrendo tutto l'itinerario della strada vecchia, chi a piedi nudi, chi in ginocchio secondo la promessa fatta alla Santa per grazia ricevuta.
Maggiori dettagli nella pagina:
Appuntamenti.
 

A Siviglia, in Spagna, è custodito, presso la Cattedrale, un busto argenteo di Santa Rosalia: la portarono dei pescatori Palermitani che vollero così ringraziare il popolo sivigliano per averli tratti in salvo da una terribile tempesta abbattutasi al largo delle coste andaluse.
L'equipaggio palermitano, allo stremo delle forze, chiese aiuto alla "Santuzza" che provvide a far arrivare gli aiuti !
 

Nel 1600 e... rotti, un navigante di Pegli (GE) approdò a Palermo dove trovò la peste. Gli abitanti, molto devoti a S. Rosalia, ottennero la grazia; a Palermo, cessò l'epidemia.
Il navigante si fece allora dare una reliquia e, di ritorno a Pegli, la consegnò al Parroco. Da allora Rosalia divenne una santa molto venerata.
Oltre ad un episodio di peste analogo a quello di Palermo, si dice che Pegli, durante l'ultima guerra scampò ai bombardamenti proprio per la devozione dei suoi abitanti a S. Rosalia.


Siamo nel luglio del 1850
di seguito il programma del Festino di quell'anno....

Programma del Festino del 1850 – Descritto da Vincenzo Mortillaro Marchese di Villarena ( Guida per Palermo e pei suoi dintorni – 1850 )

Delle feste popolari annuali in onore della patrona santa Rosalia che celebransi ne' dì 11, 12, 13, 14, e 15 di luglio in Palermo.

Giorno 11 alle ore 22 fa mossa il carro trionfale e da Porta Felice si conduce a Porta Nuova.

La sera la via Toledo è illuminata con doppia fila di piramidi: e il Foro Borbonico delizioso per la sua pittoresca posizione, lo è vieppiù per una ben intesa illuminazione. Sulla spiaggia vedesi elevata una grandiosa macchina destinata a sostenere i magnifici fuochi artificiali, il cui disparo succeda alle ore due della sera.

Terminato lo sparo dei fuochi, trovasi la Villa Giulia elegantemente e con variati disegni illuminata.

Sino alle ore quattro è vietato lo scorrere in carrozza per la via Toledo come in tutte le cinque sere; dopo le ore quattro comincia il corso.

Giorno 12 alle ore 22 corsa. La sera illuminazione, e all’ ora una della notte scende il carro illuminato da Porta Nuova a Porta Felice.

Il foro "Borbonico" ai tempi....    fuori la Porta Felice

Giorno 13 alle ore 22 corsa, e la sera come in quella del giorno 11.

Giorno 14 alle ore 22 corsa. Indi la sera il vespro solenne nella Cattedrale illuminata magnificamente. E illuminazione non che per Toledo, ma anche della fonte Pretoria.

Giorno 15 la mattina vi è cappella reale al Duomo. La sera alle ore 24 ha principio la processione, alla quale prendon parte tutte le società e confraternite religiose per accompagnare l'urna preziosa ove son riposte le sacre ossa della vergine santa Rosalia.


LA LEGGENDA DI GARIBALDI: DISCENDENTE DI SANTA ROSALIA O SOLO FANTASIA POPOLARE

Garibaldi quando venne in Sicilia nel 1860 , apparve agli occhi del popolo come un antico dio di guerra ai cui cenni piegasi il capo superbo della vittoria .
Quest'uomo che , con un pugno di uomini , elude la vigilanza delle navi borboniche , approda a Marsala , sbaraglia i regi a Calatafimi , si apre una via sanguinosa sul Ponte dell'Ammiraglio , ed entra in Palermo fortificata , asserragliata , difesa da un esercito di circa trentamila soldati , e procede eroicamente sereno in mezzo alla ruina e agli incendi della città devastata ed arsa non poteva non colpire la calda fantasia di questo popolo meridionale , allora più che adesso, vibrante di patriottismo, esaltato dagli entusiasmi, ebbro di libertà.

A ciò si aggiunga la figura splendidamente artistica del duce, biondo e bello, il cui sguardo era angelicamente dolce quando lo ispirava l'affetto, fiero e risplendente quando lo animava il comando, terribile quando lo infiammava la collera.
A ciò si aggiunga quella camicia rossa che pareva lampeggiasse, e che fece divenire Garibaldi una sublime apparizione.
E il popolo lo vide questo Garibaldi, in Piazza Pretoria, su cui la tirannide dalle mille bocche dei suoi cannoni avventava la mitraglia; lo vide fermo e sorridente indolentemente con un piccolo scudiscio che teneva in mano le schegge e le palle sibilanti al suo orecchio,e ripetere tranquillamente che quei non erano per lui.

Il popolo, allora, creò il suo mito.
Santa Rosalia, protettrice e patrona della città, chiamavasi di cognome Sinibaldi. Fra i due cognomi, Sinibaldi e Garibaldi, v'è una certa assonanza. Ebbene : Garibaldi discendeva da Santa Rosalia. Essa gli avea dato quello scudiscio, che lo salvava dalla morte.
Non poteva essere altrimenti.

E la testa biondamente leonina di Giuseppe Garibaldi fu circondata come da un 'aureola.

....attendo altre curiosità --> clicca qui

Home ] I tradizionali "triunfi" ] [ I palermitani e la "Santuzza" ! ] La preghiera dei palermitani ] LA QUISQUINA ] ...a Sondrio... ] Foto World ] Riapertura della panoramica ]


Foto e testi copyright Santuario Santa Rosalia -  Contact
Hosting: PalermoWeb.com