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Rosalia
davanti
alla grotta della Quisquina
(incisione di
Jean Stiltick 1703-62)
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Molto
brevemente, è la storia di una ricchissima e nobile
fanciulla palermitana di origini normanne, Rosalia Sinibaldi, nata nel 1130 e, ancor
giovane, morta nel 1166 nella grotta ove oggi si erge il santuario e ove, probabilmente,
furono trovati i suoi resti.
Rosalia si era ritirata sul monte, presumibilmente da monaca, per condurre una vita
da eremita, rinunciando alla ricchezza ed agli agi della nobiltà normanna.
Da allora nessuno mai seppe la fine di questa nobile fanciulla.
Dopo secoli, nel 1624, mentre a Palermo infieriva la peste che decimava il popolo, lo
spirito di Rosalia appare in sogno prima ad una malata di peste, poi ad un cacciatore.
A quest'ultimo Rosalia indicò la strada per ritrovare i suoi resti ossei, e chiese di
portarli in processione per la città.
Così fu fatto:
ove passavano i resti della Santa i malati guarivano e si
univano alla processione, liberando totalmente la città in pochi giorni dall'orribile
morbo !
Da allora la processione si ripete ogni anno
con il fine di proseguire nei secoli il rituale di
liberazione dai mali che affliggono l'umanità.
IL FESTINO, come viene detta
la festa, è infatti dal 1624 un appuntamento fisso per i palermitani come per tutti i cristiani è
il Natale: la festa patronale della città cade il 15 di Luglio ma inizia ben due giorni
prima.
L'apice della manifestazione è la processione del 15
Luglio, con l'uscita di un favoloso carro trainato da Buoi o altri animali (nel seicento
addirittura erano Elefanti) che portano in trionfo la statua della Santa ed i suoi resti
lungo lo storico percorso che va dalla Cattedrale di Palermo al Foro Italico percorrendo
il Corso Vittorio Emanuele già detto Cassaro all'epoca in cui avvenne la liberazione
dalla peste.
In testa alla processione è l'Arcivescovo di Palermo che
insieme al Sindaco della città aprono il corteo. Centinaia di migliaia sono i
partecipanti che riempiono totalmente ogni centimetro di spazio delle strade interessate
al corteo.
Ogni anno viene proposto un nuovo tema alla processione che
prevede anche manifestazioni e spettacoli allegorici all'aperto che si svolgono
tutt'intorno il carro: uno spettacolo in cui trasuda tutto il folklore e la cultura
palermitana, sicuramente da non perdere per chi transita per Palermo in quei giorni !
Muy resumidamente ésta es la historia de
una riquísima y noble doncella palermitana de origen normando, Rosalía
Sinibaldi, nacida en 1130 y muerta en 1166 en la gruta donde hoy se erige el
santuario y donde, probablemente, se encontraron sus restos. Rosalía si había retirado al monte, presumiblemente como monja, para llevar
una vida de ermitaña, renunciando a la riqueza y los lujos de la nobleza
normanda. Desde ese momento nadie supo nunca más acerca del fin de esta noble doncella.
Después de siglos, en 1624, mientras Palermo sufría la peste que diezmaba la
población, el espíritu de Rosalía aparece en sueños primor a una enferma de
peste y después a un cazador. A este último Rosalía indicó el camino para
encontrar sus restos óseos y le pidió que los llevaran en procesión por la
ciudad. Y así se hizo: por donde pasaban los restos de la santa los enfermos sanaban
y se unían a la procesión, liberando totalmente la ciudad en pocos días de
la horrible plaga.
Desde
entonces la procesión se repite cada año, con el fin de continuar en el
tiempo con el ritual de liberación de los males que afligen a la humanidad.
IL FESTINO, como se llama esta fiesta, es
desde 1624 una cita fija para los palermitanos como para todos los
cristianos es Navidad: la fiesta patronal de la ciudad se celebra el 15 de
Julio aunque empieza dos días antes. El punto álgido de la fiesta es la procesión del 15 de Julio, con la salida
de una fabulosa carroza tirada por bueyes u otros animales que portan en
triunfal paseo la estatua de la Santa y sus restos a través del recorrido
histórico que va de la Catedral de Palermo al Foro Itálico, recorriendo el
Corso Vittorio Emanuele llamado Cassaro en la época de la liberación de la
peste. En la cabeza de la procesión el Arzobispo de Palermo, que junto con el
alcalde de la ciudad abren el cortejo. Cientos de miles de participantes
llenan totalmente cada centímetro de espacio en las calles por donde
transcurre el cortejo.
Cada
año viene propuesto un nuevo tema para la procesión, que organiza también
manifestaciones culturales, espectáculos alegóricos al aire libre que se
desarrollan en torno al carro: un espectáculo que emana todo el folklore y
la cultura palermitana.
Gracias por traducciones:
Emilia Galindo, Barcelona - Espana
e.galindo@vodafone.es
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